domenica 18 ottobre 2015

Un altro Cesanese: Hernicus 2013 Coletti Conti


La scheda tecnica dell'Hernicus non dice molto. Ma il vino sì!
Di cesanese ho già parlato altre volte. È un vino che può riservare gran belle sorprese a prezzi modesti e rientra per questo nel genere di bottiglie di cui tratto più volentieri. Se ci fate caso, i giudizi sui vini che vi racconto difficilmente sono lontani da un buon punteggio e di rado sono eccelsi, diciamo sopra ai 90/100. Dipende dal fatto che io i vini li compro, per berli prima che per parlarne, perciò hanno tutti un buon rapporto qualità/prezzo già alla selezione. Difficilmente eccezionali, perché le eccellenze in genere costano, difficilmente deludenti perché cerco di bere bene. Se nella mia lista c'è un po' di monotonia nei giudizi, siete però certi di trovare quasi tutta roba buona a buon prezzo. Non è un'ottima ragione per seguirmi?
Ma veniamo a noi, anzi al Cesanese del Piglio D.O.C.G. superiore 2013 Hernicus. Che è il prodotto base di Coletti Conti, azienda in quel di Anagni i cui proprietari vantano, in una città papale, ascendenze papali. Sarà vero? Certo è che gli ecclesiastici, come tramandato da tanta letteratura satirica ma anche da oggettive testimonianze, di vino se ne intendono e se ne sono sempre intesi. Sarà per questo che dove del vino hanno segnato la tradizione i buoni risultati non mancano, come nelle terre del frusinate, regno del cesanese.
L'Hernicus ha una certa classe: un bel colore rubino di media trasparenza e una densità da vino di buon corpo lo presentano subito, appena versato. Il profumo ampio e fine, forte di ciliegia e rosa, si stempera in note di spezie, pepe e lontano chiodo di garofano, e termina in appena accennati idrocarburi. È un vino che mi appaga moltissimo al gusto, per equilibrio e eleganza rari in bottiglie di questo livello di prezzo. Fresco nonostante l'alcol elevato, morbido nonostante la nota sapida, armonico. Tornano sapori di ciliegia e spezie, che al palato tendono al tabacco, alla liquirizia forte con uno spunto strano, evanescente... quasi di fragola. È un vino fine e potente, dagli aromi decisi, piacevolissimi e molto particolari che lo fanno riconoscere. Mi piace sempre, dalla prima volta che l'assaggiai, molti anni fa, su uno spezzatino d'asino, a Paliano, più o meno nella sua terra. In questa annata, 88/100.

1 commento:

  1. Anton Maria COLETTI CONTI24 settembre 2016 alle ore 06:30

    Grazie di cuore per le bellissime parole spese per il mio Hernicvs 2013! Grazie, grazie, grazie!!!

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